Dragonero Speciale 8 – Il Viaggio dell’Eroe
- Piky Hamilton
- 2 ago 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Dragonero incontra Zagor!
Realizzo questo post con un mese di ritardo, l’albo è uscito l’8 luglio in tutte le edicole.



Questo lavoro è stato fatto con la supervisione di Paolo Francescutto, che ha richiesto da parte di entrambi un certo tipo di ragionamenti. Ad esempio alle prime 6 pagine consegnate è stato: “No Piky non va bene, devi rifarle d’accapo”. Abbiamo abbastanza confidenza entrambi che abbiamo capito che in una prima versione avevo toppato alla grande l’atmosfera, ho rifatto le pagine scovando una nuova formula e uscendo dalle mie zone di comfort di “palette”. Alcuni albi vengono colorati “buona la prima”, in altri casi richiedono una fase di sperimentazione in più. Mi piace specificare questo aspetto, perché spesso immaginiamo che un albo a fumetto venga realizzato con lo stampino o che il colorista abbia sempre una palette pronta in tasca e basta un click per riempire gli spazi con un colore già pronto e fatto. In verità no, almeno personalmente, ogni albo per me è la buona occasione per fare qualcosa di diverso da quello precedente e ci sta che in una prima prova il risultato non sia sempre bello, interessante o semplicemente “faccia cagare”. Provare, provare e riprovare, non siamo macchine ed è questo il bello!
Alla fine il risultato è piaciuto molto e ammetto che ho sperimentato non poco in certe ricerche di colore.
In tutto questo non ho fatto video interessanti alle pagine più importanti perché, banalmente, me ne dimentico! quindi c’è solo questa vignetta che spero sarà interessante per quel poco che è visibile.
Da questo video si può capire che sto vivendo una fase un po’ particolare in alcuni lavori, ovvero alcuni colori parto direttamente da quelli base della quadricromia (CMYKvid), al pieno della saturazione e poi con la finestra “Tonalità/Saturazione” viro a colori più in sintonia con la vignetta e l’atmosfera. Questo processo ormai avviene a mente, so esattamente da quale colore iniziare per arrivare ad un colore preciso (anche se ogni tanto continuo a sperimentare e vado un po’ a caso 😀 ). Il colore di partenza è fondamentale, questo richiede comprendere come i colori e pigmenti funzionano prima nella realtà e poi come Photoshop che li riproduce in forma virtuale. Una delle ragioni per cui in un ambiente adobe i colori possono venire fuori un po’ più spenti, semplicemente perché si avvicinano di più al processo pittorico tradizionale in cui i colori ingrigiscono se mescolati male o senza cognizione di causa. Come in pittura, se mescoliamo i tre colori primari giallo, rosso e blu, otteniamo il bistro non il nero.
Dall’altra ho usato una colorazione quasi più vivace, ovvero cercando di mantenere il più possibile luci e ombre sugli stessi toni di colore e ottenere così una palette molto satura (la percentuale di colore puro è più alta).
In questo albo la storia è di Luca Enoch, ai disegni un grande Gregorini e se si è arrivati qui pare ovvio qui: colori miei.
Se piace o piacerà ai lettori, ai posteri l’ardua sentenza.
Io mi sono divertita.
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